I nostri Vigneti
Linee guida fondamentali per la gestione dei vigneti con criteri di ecologia per la tutela dei sistemi biologici spontanei.
La contrapposizione tra agricoltura e ambiente spontaneo è netta. La natura ha impiegato migliaia di anni per definire equilibri che offrissero a tutti gli esseri viventi di vivere ed avere la garanzia della continuità della propria specie nel futuro.
Tutto questo è avvenuto principalmente a seguito dell'elevato livello di biodiversità proprio dei vari ambienti.
Praticare l'agricoltura, anche nel modo più rispettoso di quanto ci circonda, significa impoverire i luoghi di molti esseri, per poter valorizzare le specie oggetto di coltivazione. Ne conseguono, necessariamente, alterazioni del sistema e delle sue regole.
Nella nostra azienda poniamo il massimo impegno affinchè dette alterazioni siano contenute nella maggior misura possibile. Si è ricercato un compromesso costituito da più accorgimenti, in modo che il nostro lavoro possa compiersi con la migliore osservanza dei dettami naturali, considerando anche di rinunciare a parte della produttività potenziale.
L'insieme delle strategie adottate nel nostro programma di coltivazione dei vigneti è articolato nei seguenti capitoli:
- Frazionamento delle Superfici.
L'azienda è ripartita in circa 10 grandi accorpamenti omogenei, composti complessivamente da oltre 60 appezzamenti, ognuno con caratteristiche specifiche e tecniche di gestione indipendenti. In questo modo, nel complesso di tutte le attività colturali viene favorita la biodiversità.
- Appezzamento a riposo.
Alcune superfici aziendali, un tempo vitate, sono mantenute a riposo. Così facendo si ricostituiscono, in modo spontaneo, gli equilibri propri della fertilità del terreno, si riduce l'inoculo di parassiti e l'esigenza di interventi troppo incisivi al momento dei nuovi impianti.
- Livellamenti e drenaggi.
Quando è possibile, si preferisce evitare ogni intervento di sistemazione della superficie come i livellamenti, i drenaggi e lo scasso. Un appezzamento assestato nel corso di decenni ha normalmente acquisito un proprio equilibrio idrogeologico ideale non ricostruibile artificialmente. Non sempre è tecnicamente possibile non effettuare alcun intervento di sistemazione, in quanto una delle priorità è la sicurezza delle persone che lavorano impiegando i macchinari.
- Scasso.
Con il passare degli anni, si definiscono particolari equilibri tra le stratificazioni del suolo. Essi garantiscono la fertilità nel tempo e una ricca e varia vita sotterranea. Le giovani viti hanno esigenze singolari per potersi sviluppare nei primi due anni con elevata uniformità. Talvolta le due esigenze sono in contrasto. Ad ogni nuovo impianto, questa evenienza è studiata. Quando è possibile, si preferisce non modificare quello che naturalmente si è assestato nel tempo.
- Difesa di tipo preventivo.
La difesa contro i parassiti è di tipo integrato. Il significato di questa espressione consiste nell'impiego di ogni mezzo, conoscenza e risorsa che possa consentire, in forma coadiuvata e sinergica, di ridurre le alterazioni all'ambiente. Elemento fondamentale è l'azione di tipo preventivo, in quanto da essa derivano i seguenti vantaggi:
- minore dispersione di quantità di fitofarmaci;
- maggiore tutela dei predatori naturali;
- minore residualità di fitofarmaci sulle piante;
- minore impatto ambientale;
- maggiore salubrità dell'ambiente per gli operatori da terra;
- maggiore salubrità dei frutti che in molti casi non erano ancora formati all'epoca degli interventi.
- Forma di potatura verde rispettosa dello sviluppo naturale delle viti.
In primavera, gli interventi di potatura verde che si effettuano in azienda sono notevolmente più ridotti rispetto allo standard. Le piante subiscono minori stress, hanno una vegetazione con crescita più regolare e quindi i germogli possiedono tessuti più robusti e resistenti ai parassiti e alle sofferenze varie. La riduzione della vegetazione derivata dal capo a frutto, necessaria con la forma di allevamento Guyot, viene eseguita molto tardivamente, partendo dalla fine di giugno.
- Somministrazione della sostanza organica.
La disponibilità di sostanza organica nel suolo di tutti i vigneti è oggetto di attenta osservazione. Normalmente non vi sono problemi di insufficienza, in quanto si evitano con cura le lavorazioni intense che ne provocherebbero la rapida ossidazione. È previsto, in ogni modo, l'apporto regolare di stallatico fresco o trasformato in humus.
- Inerbimento spontaneo.
L'intera superficie aziendale è gestita con la cotica di erba spontanea. Rispetto a quelle seminate, essa richiede un maggiore impegno per gli sfalci ed il contenimento delle essenze nel sottofila. I vantaggi a livello ecologico sono i seguenti:
- massimo rispetto della biodiversità;
- favorire la formazione degli ambienti ideali dove insetti e uccelli autoctoni possano trovare cibo;
- colonizzazione del sottosuolo in forma graduata a differenti profondità;
- massimo accumulo di sostanza organica nel rispetto dell'equilibrio Carbonio/Azoto.
- Diradamento dei frutti.
Il diradamento dei frutti per perseguire maggiori concentrazioni di sostanze viene ridotto al minimo. La tecnica seguita è di predisporre fin dalla potatura secca invernale una bassa produttività. La qualità massima viene comunque perseguita consentendo però alle piante di non subire squilibri tra l'attività vegetativa e quella riproduttiva, che potrebbero indurre forme di stress di difficile quantificazione in relazione al clima. Rinunciare a priori all'abbondanza di produzione è per l'Azienda un rischio economico di un certo livello, che tuttavia si compensa nell'arco degli anni grazie al maggior equilibrio fisiologico delle piante.
- Piante arboree tra i vigneti.
Elemento fondamentale per favorire la vita ad una moltitudine di esseri selvatici è rendere l'ambiente “vigneto” il più possibile ospitale. Sull'esempio dei modelli della vecchia viticoltura contadina, sono stati conservati alberi di varie specie, in numero congruo a livello aziendale.
- Cura delle sponde e delle siepi.
Le aree improduttive, come sponde, scarpate e fossi, non sono trattate con erbicidi ma curate manualmente da operatori da terra che regolarmente provvedono allo sfalcio delle erbe e ad irrigare le piante arboree che vi sono state appositamente piantate. L'intento è mantenere oasi ecologiche spontanee, in cui la fauna autoctona possa trovare rifugio e formare popolazioni stabili.
I vigneti Vicara sono distribuiti su vari territori. Da ognuno di essi, sono attesi i migliori risultati di tipicità e caratterizzazione del suolo.
Gli appezzamenti da cui sono stati estirpati i vecchi vigneti sono lasciati riposare per più anni. In tutte le superfici vitate, sono presenti essenze arboree di vario genere, al fine di favorire l´eterogeneità e l´equilibrio dell´ambiente agrario.
Con la pratica colturale del diradamento dei frutti, si ottengono maturazioni uniformi ed ai livelli più elevati. La ricchezza delle sostanze contenute nelle bucce conferiscono ai vini colori ed aromi tipici.